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Cenni storici
La prima fabbrica di gesso della famiglia Prioli risale agli inizi del secolo scorso (1911 circa), grazie ad Antonio Prioli che costruì una piccola fornace adiacente alla sua abitazione a Fratte di Sassofeltrio.
La pietra di gesso veniva cotta in forni alimentati a legna o carbone, in seguito polverizzata tramite una grossa macina rotante munita di un perno al quale veniva attaccato un animale da tiro, mulo, cavallo,asino) che girando per ore ed ore su di un piano orizzontale, permetteva la sfarinatura completa della gessite cotta. Il prodotto finito veniva poi confezionato manualmente in sacchi, caricato su carri trainati da animali e portati a destinazione.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la piccola fornace passò in mano ai figli Alfonso e Lino che, grazie alla notevole richiesta del prodotto sul mercato, in pochi anni la sostituirono con una fabbrica moderna in grado di produrre materiali sempre più raffinati ed adatti alle esigenze della nuova edilizia. La ditta, tuttora gestita dalla famiglia Prioli, continua a produrre gessi per intonaci seguendo le antiche tecniche di lavorazione con lo scopo di produrre, come sempre, un materiale sano e naturale, che si distingua nel tempo per le sue ottime caratteristiche che soltanto un intonaco cotto può offrire.
Lavorazione e cottura del Gesso
La pietra da gesso viene estratta nei giacimenti con esplosivo o frese rotanti; i pezzi ottenuti, vengono ulteriormente ridotti mediante frantoi e mulini fino ad ottenere una pezzatura adatta per essere introdotta nei forni di cottura.
il forno è costituito da un focolare in muratura, sul quale è posto un recipiente in lamiera (caldaia) munito di un agitatore meccanico lento e chiuso nella parte superiore da un coperchio con un camino di scarico.
La pietra da gesso, precedentemente macinata, viene introdotta nella caldaia la quale è lambita dalle fiamme di combustione; la massa viene continuamente rimescolata, in modo che il suo riscaldamento risulti perfettamente uniforme e che il vapore acqueo possa facilmente svilupparsi dalla massa stessa. Una volta terminato il processo di cottura, in base al materiale da produrre, si sceglie la raffinazione finale adatta.
La pietra di gesso di Sassofeltrio
Il gesso naturale è un minerale costituito essenzialmente da solfato di calcio con due molecole di acqua di cristallizzazione, comunemente chiamato solfato di calcio biidrato, dalla formula CaSo₄ + 2H₂O.
La formazione della vena gessoso-solfifera di Sassofeltrio risale all’età messiniana. Gli affioramenti di gessite sono ben visibili, anche se in discontinuità, lungo tutta la vena che si estende per gran parte dell’Appennino, partendo dalle colline piemontesi attraverso i colli tosco-emiliani e romagnolo-marchigiani, fino a quelli abruzzesi.
Il paese di Sassofeltrio sorge su di uno di questi affioramenti, dove si può individuare visibilmente la roccia di gesso nelle sue particolarità, come del resto la si può ammirare ed apprezzare nelle limitrofe Grotte di Onferno.